Attenti alle clausole: cosa insegna il naufragio del ciclone Harry sulle polizze catastrofali

Feb 9, 2026 | Senza categoria

Il naufragio e i gravi danni causati dal ciclone Harry hanno riportato l’attenzione su un tema spesso sottovalutato: le clausole delle polizze catastrofali.

Molte imprese colpite lungo le coste di Sicilia, Sardegna e Calabria erano regolarmente assicurate, ma stanno scoprendo solo ora che alcune tipologie di danno non rientrano nella copertura prevista.

Polizze obbligatorie, ma non complete

Le polizze contro le catastrofi naturali (CAT NAT) funzionano secondo il principio dei rischi nominati: coprono solo gli eventi espressamente indicati nel contratto.

La legge prevede la copertura di:

  • terremoti,
  • frane,
  • inondazioni,
  • alluvioni.

Restano invece escluse, salvo garanzie aggiuntive:

  • le mareggiate;
  • le piogge improvvise e molto intense (“bombe d’acqua”).

Proprio i fenomeni che hanno causato la maggior parte dei danni del ciclone Harry.

Non è un cavillo

Non si tratta di un espediente delle assicurazioni.
Se un evento non è previsto in polizza, non è indennizzabile, anche se la polizza è obbligatoria per legge.

Il contratto assicurativo resta, prima di tutto, un contratto. E le clausole contano.

Attenti alle clausole

Questo caso lo dimostra chiaramente: obbligatorio non significa “copertura totale”.

Prima di stipulare una polizza (o rinnovarla) è essenziale verificare:

  • quali eventi sono realmente coperti;
  • come sono definiti;
  • quali sono esclusi;
  • franchigie, scoperti e massimali;
  • se servono garanzie aggiuntive in base al territorio e all’attività svolta.

Affidarsi all’idea che “tanto è obbligatoria” può rivelarsi un errore costoso.

Una lezione da non dimenticare

Dopo il naufragio e i danni del ciclone Harry, molte imprese dovranno comunque attendere aiuti pubblici. Altre rischiano sanzioni per non essersi assicurate.

La lezione, però, è chiara:
la vera tutela non è firmare una polizza, ma sapere cosa c’è scritto dentro.